Green Claims e Supply Chain Act, dall’UE le nuove regole per la sostenibilità delle filiere

Due nuove direttive sull’estensione di obblighi ESG lungo tutta la filiera, dai fornitori ai partners, sono previste nel 2024. Le nuove misure si inseriranno nel quadro regolamentare europeo per la definizione di norme comuni per le imprese in materia di sostenibilità.


La prima Direttiva riguarderà i cosiddetti “Green Claims”
. Il 22 marzo 2023 la Commissione Europea ha infatti pubblicato la proposta di Direttiva sulle dichiarazioni ambientali che le imprese rilasciano sui loro prodotti o servizi con lo scopo di garantire maggiore trasparenza e veridicità per i consumatori.


L’obiettivo principale di questa norma è quello di combattere il greenwashing, ovvero l’adozione di strategie di comunicazione basate su dichiarazioni e sistemi di etichettatura ambientali non veritieri per costruire un’immagine aziendale ingannevolmente positiva sull’impatto ambientale. Infatti, come dichiarato da uno studio condotto nel 2020 dall’UE su un campione di asserzioni ambientali relative a diversi prodotti, il 53% di queste forniva informazioni vaghe ed ingannevoli e il 40% delle dichiarazioni non comprovate. È facilmente intuibile come la diffusione di questo fenomeno comporterebbe un atteggiamento di sfiducia da parte dei consumatori nell’acquisto di prodotti sostenibili, limitando così la transizione verso un’economia più circolare e verde.


La seconda Direttiva riguarderà nuovi adempimenti sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive o “Supply Chain Act”
finalizzata a rafforzare il ruolo chiave delle imprese nella realizzazione di un’economia e una società sostenibile. La proposta di CSDDD della Commissione Europea del 22 febbraio 2022 ha l’obiettivo di promuovere comportamenti sostenibili lungo l’intera filiera di produzione, coinvolgendo tutti gli stakeholders, dai fornitori, ai partner, agli investitori.


Le imprese devono individuare, minimizzare, prevenire e mitigare i diversi impatti delle attività produttive sull’ambiente e sulla società. Nel 2024 la Direttiva verrà formalmente adottata dall’UE e riguarderà:

  • aziende con una media di 500 dipendenti con un fatturato netto di 150 milioni di euro per cui la CSDDD rappresenterà un adempimento obbligatorio a partire dal 2026;
  • imprese con più di 250 dipendenti e con un fatturato netto superiore a 40 milioni di euro che avranno tempo fino al 2028 per adeguarsi alla direttiva;
  • micro e piccole-medie imprese che saranno coinvolte indirettamente perché appartenenti alla filiera produttiva.


L’adozione di questa normativa riveste un’importanza fondamentale nel percorso verso un sistema sostenibile ed è riscontrabile anche in uno studio della Commissione Europea sugli obblighi “due diligence” pubblicato il 20 febbraio 2020, secondo cui solo il 37% delle aziende intervistate eserciterebbe una dovuta diligenza in materia di diritti umani e ambiente, e solo il 16% avrebbe coinvolto l’intera filiera produttiva adottando standard internazionali volontari.


Queste due nuove Direttive si inseriscono nel contesto più ampio del Green Deal Europeo, che dal 2019 definisce una strategia di sviluppo verso una transizione più verde. L’importanza di responsabilizzare i consumatori tramite informazioni che siano attendibili e la costruzione di filiere produttive interamente sostenibili, rappresentano senza dubbio due priorità che tutte le imprese dovranno considerare nell’immediato, a prescindere dalle loro dimensioni.


Seguici per scoprire quali sono le misure da adottare per adeguarsi alle nuove Direttive, ne parleremo nel prossimo numero.